Associazione Filmstudio

Il primo centro a Roma per la promozione del cinema di qualità: a Trastevere, dal 1967. Proiezioni, prime di film indipendenti, rassegne e retrospettive (nuovo cinema, cinema sperimentale, storia del cinema), festival, incontri, letture, video d’autore, eventi…

Il Filmstudio è un’associazione culturale costituitasi a Roma nel 1967. Fino al 1985 le sue attività di promozione e diffusione del cinema di qualità (retrospettive dedicate a momenti, tendenze e autori della storia del cinema, personali di nuovi autori, festival di cinema sperimentale etc.) si sono svolte nella sede di Trastevere, in via degli Orti d’Alibert, che disponeva di due salette cinematografiche attigue con programmazione quotidiana, attrezzate per le proiezioni di qualsiasi passo, per le attività sperimentali multimediali, per gli incontri e i convegni.

La sede dell’associazione è stata, in quegli anni, un osservatorio cosmopolita, un laboratorio dove potevano essere sperimentate nuove proposte artistiche, critiche e culturali. Secondo un unanime riconoscimento il Filmstudio è stato a Roma il luogo privilegiato per la formazione di nuovi registi, studiosi, operatori culturali e, più in generale, per la formazione di un nuovo pubblico, più esigente e consapevole.

Nel 1985 il Filmstudio venne sfrattato dalla sua sede di via degli Orti d’Alibert.

Dal 1986 l’attività dell’associazione è proseguita in sale pubbliche e private, al Palazzo delle Esposizioni, presso Istituti culturali esteri e in spazi esterni attrezzati con il Contributo del Comune di Roma; dal 1995 al 2001 il Filmstudio ha realizzato per l’«Estate Romana» manifestazioni a Ostia, all’EUR e alla Garbatella.

Le sale di via degli Orti d’Alibert sono state poi acquistate dalla Regione Lazio interessata a restituire all’associazione la sua sede “storica” e a permettere così la ripresa delle attività.

Il rientro del Filmstudio nella sua antica sede, nel frattempo ristrutturata e ridisegnata dall’architetto Paolo Portoghesi, è avvenuto nell’ottobre del 2000.

Il Filmstudio si proponeva di creare una struttura nuova nel nostro paese dove potessero essere mostrati liberamente, con una programmazione giornaliera, il cinema d’arte e quello di sperimentazione, dove avere l’opportunità di vedere e far vedere classici della storia del cinema fortunosamente recuperati, film dell’avanguardia storica sconosciuti in Italia, cinema sperimentale, cinema indipendente italiano, europeo e americano, nuovo cinema e film delle cinematografie “emergenti”.

Il Filmstudio inventò un nuovo modello di associazione di cultura cinematografica: un centro di ricerca e di elaborazione culturale dove sperimentare nuove proposte artistiche e critiche e approfondire i rapporti del cinema con le altre arti e gli altri media.

Sin dall’inizio, infatti, l’associazione non si è limitata alle proiezioni cinematografiche ma ha promosso manifestazioni multimediali, mostre fotografiche e di manifesti (per esempio, già alla fine del giugno ’68 fu realizzata una mostra, la prima in Italia, che raccoglieva gran parte dei manifesti serigrafati del maggio parigino; contemporaneamente furono presentati “Le joli mois du Mai” e altri film prodotti dal collettivo “États Généraux du Cinéma” di cui facevano parte diversi famosi autori della Nouvelle Vague).

Il locale è stato, inoltre, uno spazio polivalente utilizzato per prove teatrali (il Living Theatre vi ha provato spesso) e trasformato in una sorta di studio cinematografico che veniva offerto gratuitamente per riprese in interni o per riunioni preparatorie non solo a cineasti indipendenti, ma anche a grandi autori (nel 1969, per esempio, a Jean Luc Godard per Vento dell’est, il suo unico lungometraggio italiano). Diversi, poi, furono gli incontri con i maestri Italiani della luce, Storaro, per esempio, con l’intervento di grandi registi come Antonioni.

Ben curata è sempre stata la grafica delle locandine, dei manifesti, dei programmi e dei cataloghi ideati e curati da un collettivo di quattro giovani grafici – “I Fantastici Quattro” – di cui facevano parte Giovanni Lussu e Moimir Jezek cui si devono il logo del Filmstudio e molte delle più belle locandine. Anche Schifano, Baruchello e Nespolo hanno disegnato manifesti e programmi e di quest’ultimo artista visivo è la locandina della riapertura (settembre 2000).

Nel 1975, quando i locali furono ristrutturati per creare la seconda sala, l’associazione divenne l’unica “multisala” italiana, iniziando contemporaneamente un’altra attività: quella di scoprire e promuovere nuovi talenti del “giovane” cinema italiano. Nello stesso anno propone in anteprima Anna, il videofilm di Alberto Grifi e di Massimo Sarchielli e nel 1976 “scopre” un autore giovane ma promettente, Nanni Moretti, e crea un caso clamoroso con il suo primo lungometraggio in super8, Io sono un autarchico.

Sempre legato al “territorio”, a Trastevere, il Filmstudio è stato uno dei punti d’incontro, di scambio e di promozione per i cineasti, italiani e stranieri, che realizzavano i loro film in maniera indipendente e volevano distribuirli in circuiti paralleli, in Italia ed all’estero e per questo, sin dalla sua nascita, ha collaborato sistematicamente con istituzioni culturali prestigiose quali la Cineteca Nazionale, il Festival di Venezia, il Goethe Institut di Roma, il Centre Culturel Français, il MOMA, etc., stringendo anche ottimi rapporti con Henri Langlois, il “mitico” fondatore della Cinémathèque Française.

Al Filmstudio sono stati presentati per la prima volta nel nostro Paese i cortometraggi e i lungometraggi di Wenders, Fassbinder, Herzog (e degli altri cineasti dei Nuovo Cinema Tedesco) e diversi film di Glauber Rocha, Solanas, Godard, Rohmer, Robert Kramer, Straub e Huillet. L’associazione ha, inoltre, realizzato le più importanti retrospettive italiane di “New American Cinema“, di “Cinema d’artista” italiano e americano, di cinema indipendente italiano, di cinema underground europeo. Vaste e strepitose, infine, le rassegne dedicate al cinema delle Avanguardie storiche (cinema espressionista, dadaista, surrealista e lettrista).

Hanno frequentato il Filmstudio numerosi cineasti e tra questi: Gianni Amelio, Gianni Amico, Michelangelo Antonioni, Dario Argento, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Liliana Cavani, Peter del Monte, Marco Ferreri, Jean Luc Godard, Franco Brusati, Gregory Markopoulos, Alvin Curran, Mario Monicelli, Aldo Moro, Salvatore Piscicelli, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Ettore Scola, Jean Marie Straub, Daniele Huillet, Paolo e Vittorio Taviani, Mario e Carlo Verdone, Luchino Visconti. E dei veri e propri numi tutelari del Filmstudio sono stati: Alberto Moravia, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Eduardo De Filippo e Jean Marie Straub.

Dal 1983 l’associazione è inserita nell’elenco delle “Istituzioni culturali d’interesse nazionale” redatto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali

www.romafilmstudio.it